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Nuovo Codice della strada Europeo

Sabato 19 gennaio entreranno in vigore le nuove direttive dell'Unione europea (2006/126 e 2009/113) in tema di patenti di guida. Le novità sono tante (sanzioni più pesanti per chi viola il codice, nuovi esami, una veste grafica leggermente diversa della tessera), ma senza dubbio la più importante è quella relativa alle categorie delle patenti. Invece delle tradizionali A, B, C, D (con relative sottocategorie), entrano in vigore 15 categorie di patenti ad accesso graduale, come la AM per i motorini, e la A1 per i motocicli poco potenti. Di conseguenza, cambiano gli esami per diventarne titolari e le età richieste per...

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Neo laureato da inserire nell’organico dello Studio per pratica forense

LO STUDIO LEGALE AGATI CERCA UN NUOVO PRATICANTE, NEO LAUREATO/A IN GIURISPRUDENZA DA INSERIRE NEL PROPRIO ORGANICO FIN DA SUBITO! SE SEI GIOVANE, DINAMICO/A, HAI VOGLIA DI IMPARARE E METTERTI ALLA PROVA INVIA IL TUO CURRICULUM VITAE ALLA MAIL DELLO STUDIO O FISSA TELEFONICAMENTE UN COLLOQUIO . SI RICHIEDE LA CAPACITA' DI LAVORARE IN TEAM E L'APERTURA MENTALE NECESSARIA PER USCIRE DAI CONSUETI SCHEMI DI STUDIO IMPARATI ALL'UNIVERSITA'. SE TI RICONOSCI IN QUESTE CARATTERISTICHE E ABITI (PREFERIBILMENTE) TRA BOLOGNA CENTRO E CASALECCHIO DI RENO...

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L’obbligo al mantenimento dei figli va quantificato in base alla capacità lavorativa generica

La Suprema Corte di Cassazione stabilisce che in tema di assegno di mantenimento da parte dell’altro coniuge, non è sufficiente allegare meramente uno stato di disoccupazione, dovendosi verificare, avuto riguardo a tutte le circostanze concrete del caso, la possibilità del coniuge richiedente di collocarsi o meno utilmente, ed in relazione alle proprie attitudini, nel mercato del lavoro. )Sentenza 27/12/2011 n° 28870)   Sentenza mantenimento...

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Divorzio senza lite per evitare i controlli sulla ricchezza

divorzi in ItaliaL’evasione fiscale si colpisce anche divorziando. Il Tribunale di Roma ha infatti assunto la formula destinata a fare scuola, già abituale in altri Paesi come il Regno Unito, della cosiddetta disclosure: significa che ai coniugi contendenti viene ordinato di esibire un profilo completo della propria situazione economica. E non c’è più possibilità di scampo per nessuno. Quanto basta per spingere ancora più coppie a evitare la lite giudiziaria preferendo il divorzio consensuale.

Prima dell’udienza il presidente prende un provvedimento «tipo»: dispone che entrambi i coniugi depositino una «dichiarazione sostitutiva di atto notorio» (le dichiarazioni false sono punite penalmente anche con l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalle professioni o arti) e qui dovranno essere indicate:

a) l’attività lavorativa e tutte le fonti di reddito (retribuzioni, redditi da lavoro autonomo, pensioni, canoni di locazione…);

RIMBORSO IVA TASSA RIFIUTI

L a Corte Costituzionale con sentenza del 24 luglio 2009 n. 238 ha sancito che la TIA, ossia la Tariffa di Igiene ambientale, è una tassa e non una tari ffa, di conseguenza sulla stessa non può è applicabile l’Iva al 10%.

Ne deriva ch e tutti coloro che dal 1999 al 2008 hanno pagato la TIA  con annessa Iva hanno diritto ad ottenere il rimborso di quest’ultima per tutti i 10 anni trascorsi.

Facendo un salto all’indietro, si ricorda che nel 1999 molti Comuni hanno sostituito la Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani, con la Tia, tariffa di igiene ambientale,  come stabilito dall’art. 49 del D.lgs. n. 22 del 1997 (il c.d. Decreto Ronchi) e dal DPR n. 158/1999.

Ora, le differenze tra Tarsu e Tia stanno nel fatto che nella Tarsu il calcolo del contributo viene effettuato in base ai metri quadrati dell’immobile, mentre nella Tia la tariffa è determinata da dei costi generici del servizio a cui si aggiunge una componente variabile legata ai rifiuti effettivamente prodotti.

Nel momento in cui si è passati dalla tassa alla tariffa è divenuto possibile applicare su quest’ultima l’Iva al 10% finché non è intervenuta la pronuncia della Corte Costituzionale del 2009.

Tutti coloro che presenteranno la richiesta di rimborso in tal modo non pagheranno più  l’Iva sulle prossime fatture.

Al contrario, coloro che non lo faranno dovranno continuare a pagare l’Iva in quanto il beneficio non scatta in maniera automatica, ma solo a seguito di apposita richiesta in tal senso.

Naturalmente prima di presentare la richiesta di rimborso occorre verificare che nelle fatture sia stata effettivamente addebitata l’Iva. Dopodiché è necessario  avere tutte le ricevute di pagamento relative alla TIA che devono essere allegate in copia alla domanda.

Di seguito la bozza della comunicazione da inviare all’ufficio competete:

Il socio di capitale piace, anzi, no!

Studio Legale AgatiLA LEGGE DI STABILITÀ / Faccia a faccia tra Maurizio De Tilla (Oua) e Giovanni Lega (Asla)

Avvocatura istituzionale e studi legali d’affari sono sempre stati agli antipodi sull’ingresso del socio di puro capitale. Un rischio di ingerenza di «poteri forti» per i primi, un’opportunità per i secondi. Lo scontro va avanti da anni, con le varie riforme della professione forense messe a punto dall’avvocaturapuntualmente bocciate dagli avvocati d’affari, in particolare per quello che riguarda la disciplina delle società professionali, considerata non adeguata alle sfi de che impone la concorrenza internazionale da ormai 15 anni.

Da quando cioè le cosiddette global fi rm anglosassoni sono sbarcate a Milano e Roma potendo contare su un modello organizzativo lontano anni luce dal tradizionale studio fondato sulla sola fi gura del name partner, che andava per la maggiore in Italia. Oggi i grandi avvocati che da soli facevano la fortuna dello studio (perché bastava il nome) hanno lasciato il posto agli studi legali o interprofessionali che si avvicinano sempre di più a delle società, anche dal punto di vista dalla governance interna. E che soprattutto puntano a diventare realtà internazionali, rafforzando gli investimenti in aree come l’Asia, l’EstEuropa, il Sud America. L’avvocatura, però, non ha cambiato idea. Prova ne è anche l’intervista doppia realizzata da ItaliaOggi Sette a due anime ben rappresentative di questi due mondi: Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura, e Giovanni Lega, a capo invece di Asla, l’Associazione degli studi legali associati costituita in Italia a fi ne 2003 per iniziativa di studi operanti nei settori del diritto commerciale, societario e fi nanziario internazionale. Oggi fanno parte di Asla oltre 90 studi associati, costituiti in Italia e con affi liazioni anche a livello europeo e statunitense. Ebbene, secondo de Tilla la presenza dei soci di capitale nelle società professionali rappresenta «il fattore più grave dellainnovazione legislativa introdotta nelle società professionali».

Atti persecutori in condominio

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONEstalking

SEZIONE V PENALE

Sentenza 7 aprile – 25 maggio 2011, n. 20895

(Presidente Ferrua – Relatore Rotella)

Fatto e diritto

1 – Il Tribunale di Torino condannava in giudizio abbreviato A.F. ad a.2 di reclusione con l’attenuante di cui all’art. 89 c.p. equivalente ad aggravante e recidiva, e la diminuente di cui all’art. 442 c.p.p., per atti persecutori e violenza privata (A – B) commessi in libertà e consecutivi danneggiamento aggravato ed interruzione di ufficio nella Casa Circondariale (C -D), disponendone la misura di casa di cura e custodia per sei mesi.

Il Tribunale riteneva che l’imputato aveva offeso B.S. e le sue condomine, P.P. anche tramite la figlia minore, D.B.M. e sua madre, Z.B., presso la quale la D.B. si era dovuta trasferire e L.A., costretta a mutare le proprie abitudini. La B. era stata minacciata di morte il … in una con il cappellano D.M. con punteruolo e martello, se non se né fossero andati lei ed i condomini dall’edificio in cui abitavano. Inoltre l’… A. aveva bloccato l’ascensore in cui la B. era salita per sfuggirgli e, intervenuta la Polizia, l’aveva minacciata di morte alla sua uscita dal carcere. Aveva (B) anche bloccato l’ascensore a danni di L. commesso altri fatti intesi atti persecutori al danni di donne coabitanti nell’edificio dal (omissis).

Con l’appello si chiedeva l’assoluzione dai reati suindicati, perché talune condotte valutate dal Tribunale risalivano al … e per esse vi era già stata condanna (giusta sentenza del 17.12.08), e perché l’esame doveva limitarsi ai fatti successivi all’entrata in vigore dell’art. 612 bis CP (25.2.09, D.L. 11/09), sicché si confinava ai soli episodi del (omissis), che dovevano valutarsi separatamente per ciascuna persona offesa.

La Corte di Torino ha accolto l’appello relativamente ai fatti di minaccia ed ingiuria alla B., circa i quali l’offesa aveva rimesso la querela, escludendo perciò il delitto di cui all’art. 612 bis nei suoi confronti. Ed ha ritenuto la non punibilità a tale titolo delle condotte precedenti l’entrata in vigore della norma (chiusura in ascensore, per il distacco della corrente elèttrica) quanto alla L. , seppure punibili ai sensi dell’art. 610 c.p.. Ha però ritenuto che costituissero unico reato sub A di cui all’art. 612 bis le condotte dell’imputato offensive delle persone dì sesso femminile abitanti nello stesso stabile. E, assorbito il reato sub B in quello sub A, ha eliminato l’aumento per continuazione.

Codice del Turismo

DECRETO LEGISLATIVO 23 maggio 2011 , n. 79 codiece del turismo

Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonche’ attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprieta’, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio. (11G0123)

(GU n. 129 del 06-06-2011)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l’articolo 20, commi 3 e 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59;

Vista la legge 28 novembre 2005, n. 246, ed, in particolare, l’articolo 14, commi 14, 15 e 18;

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;

Visto il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229;

Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n 233, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, ed in particolare l’articolo 1, comma 19-bis;

Visto il decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 179, recante disposizioni legislative statali anteriori al 1° gennaio 1970, di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore;

Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009, ed, in particolare, gli articoli 1 e 2, e l’allegato B;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 19 ottobre 2010; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’Adunanza del 13 gennaio 2011;

Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella seduta del 18 novembre 2010;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e preso atto che la Commissione parlamentare per la semplificazione non ha espresso il parere nei termini prescritti;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 maggio 2011;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per il turismo, del Ministro per la semplificazione normativa e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e l’innovazione, dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per i beni e le attivita’ culturali, del lavoro e delle politiche sociali e per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale;

Emana

il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Approvazione del codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo

1. E’ approvato il codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, di cui all’allegato 1.

Multe, notifica oltre il termine: no all’obbligo di comunicare i dati del conducente

MultaSUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE I CIVILE

Ordinanza 20 maggio 2011, n. 11185

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

1) Si apprende dalla sentenza impugnata – e in parte dal ricorso – che il 6 settembre 2005 veniva accertata dalla Polizia Municipale di Trieste un’infrazione stradale commessa dal conducente di un veicolo di proprietà di S.K..

Il relativo verbale veniva notificato alla proprietaria del veicolo il 18 febbraio 2006, con l’invito a comunicare i dati di identità e di patente di guida dell’effettivo trasgressore. La S. provvedeva al pagamento della sanzione per l’infrazione contestata.

Con raccomandata spedita il 5 maggio 2006 (pur se datata 20 aprile 2006, cfr sentenza d’appello, pag. 3, terz’ultimo rigo) comunicava di non essere in grado di fornire i dati richiesti per le seguenti ragioni: a) perchè la contestazione era pervenuta cinque mesi dopo la notifica del verbale relativo alla prima violazione; b) perchè era cittadina austriaca che si trovava all’epoca del fatto presso la famiglia di origine; c) perchè coniugata con un avvocato italiano al quale aveva lasciato in uso il veicolo per le esigenze di lui e degli altri professionisti dello studio legale. Il 25 settembre 2006 veniva notificato alla S. verbale di contestazione “elevato l’8 settembre 2006”, relativo alla violazione commessa con la mancata positiva risposta all’invito a comunicare i dati del conducente effettivo trasgressore. L’opposizione proposta a questa sanzione con atto del 26 ottobre 2006 veniva respinta dal giudice di pace di Trieste il 23 gennaio 2007.

Dossier sul nucleare

Visto che si tratta di un argomento molto dibattuto, soprattuto alla luce di quanto sta accadendo alla centrale di Fukushima in Giappone, pubblico questo interessante dossier pubblicato circa 3 anni fa dal sito YesLife (sito sulla sostenibilità ambientale). Lascio trarre a voi le opportune conclusioni, almeno saremo delle persone un pò più ferrate sul problema e in grado di rispondere ad eventuali quesiti che chicchesia dovesse porci sull'argomento. dossier_sul_nucleare...

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